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Data:

Domenica 12 dicembre 2021 

Chiesetta SantAntonio Abate 

Dislivello:

1° tratto: 400 mt. (2,5 ore e 5,7 km. - quota max. 525 mt.)

2° tratto: 120 mt. (1,5 ore e 4,8 km. - quota max. 467 mt.)     

Ritrovo :

Piazzale vicino alla Chiesa di Rovolon (lato destro) ore 9.00 - partenza ore 9.30  

Referente:

Diego Lanaro (cel. 346.7628238)  

Ritrovo diretto al parcheggio della Chiesa di Rovolon in P.zza degli Alpini, invierò tramite Gruppo WhatsApp le coordinate della posizione esatta.
Per chi arriva da Belvedere consiglio l’autostrada Valdastico Sud con ingresso a Vicenza Nord e uscita al casello di Albettone-Barbarano, tempo di percorrenza da Belvedere al parcheggio di ritrovo circa 40 min.

La partenza del sentiero è a circa 1 km dalla chiesa di Rovolon, lungo via S.Giorgio.
Sentiero n° 17 della cartografia del parco dei Colli Euganei.
Inizialmente si percorre una vecchia pista che in alcuni punti mostra ancora integro l’antico acciottolato e che dolcemente sale in quota lungo i versanti occidentale e meridionale.
Il bosco in questo primo tratto è caratterizzato dalla grande presenza di castagno e robinie. Proseguendo, al variare dell'esposizione, si aggiungono gradualmente piante di roverella, orniello, corbezzolo, pungitopo, asparago, cisto a foglia di salvia, erica arborea e terebinto.

Al termine della pista, sulla sinistra il sentiero inizia rapidamente a salire, aggira alcuni affioramenti di trachite e si porta sul versante meridionale, dominato dalla presenza di continui speroni rocciosi.
Qui è facile imbattersi in alcuni tratti rocciosi esposti completamente, ricoperti di piante di fico d’india nano (opuntia compressa): bellissimi da vedere durante la fioritura della tarda primavera o in autunno, con il rosso dei frutti.
Giunti ad un incrocio, il tracciato a destra conduce in discesa all’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate (1300), patrono protettore degli allevatori e degli animali domestici, nel '200 annessa ad un monastero benedettino.
Apparteneva ai monaci di Santa Giustina e a ricordarlo vi è anche lo stemma scolpito nella pietra sul timpano del portale d'ingresso: una corona regale su cui si erge la croce, tra un ramo di palma (simbolo del martirio di S. Giustina) e un ramo di ulivo (simbolo di pace).
A fianco della chiesa si apre una grotta naturale, al cui interno si trova una delle sorgenti d'acqua più elevate dei Colli Euganei, mentre sul retro uno spiazzo a prato con panchine invita a fermarsi per una breve pausa ristoratrice, durante la quale poter ammirare lo splendido paesaggio.

Una leggenda racconta che in questa grotta si sia rifugiata ed abbia vissuto Santa Felicita, che avrebbe rinunciato ad agi e ricchezze per condurre in questo luogo una vita eremitica, e le cui spoglie si venerano nella Basilica di Santa Giustina in Padova.
Proseguendo, si affronta ancora un tratto in salita che termina in corrispondenza di un'ampia piazzola con area attrezzata per il decollo dei deltaplani. Da qui la veduta è davvero meravigliosa e comprende i Colli Euganei, le Prealpi Vicentine e i Monti Lessini.

Lasciata la vecchia strada, il sentiero continua a salire lungo l'antica via che gli abitanti di Teolo percorrevano per recarsi al Santuario della Madonna del Monte (523 metri s.l.m.), monastero mariano dedicato alla Beata Vergine Assunta, che nella costruzione ha assorbito il primitivo eremo di cui si hanno testimonianze fin dai primi secoli dopo il Mille. Luogo di ritiro spirituale, punto di riferimento per eremiti e pellegrini, fu unito da Papa Giulio II nel 1508 all'Abbazia Benedettina di Praglia come sua dipendenza. La chiesa fu poi più volte ampliata e divenne un vero e proprio santuario affidato alle cure di una locale confraternita mariana, la Confraternita della Madonna del Monte, in seguito Confraternita di San Rocco.
Soppresso il Monastero di Praglia con le riforme napoleoniche e poi ancora dallo stato italiano nel 1867, anche il Santuario ne seguì le sorti e fu abbandonato. I Monaci rientrarono a Praglia nei primi anni del '900. Il Santuario Monte della Madonna venne solennemente riconsacrato il 6 giugno 1942 dal Vescovo di Padova.

La chiesa moderna conserva parte delle murature dell’antica cappella costruita nel ‘500 che sono state riportate alla luce da un recente restauro.

All'interno, sulla parete centrale del presbiterio, si trova una statua trecentesca della Madonna col Bambino, in pietra policroma, attribuita ad Andriolo de' Santi. Altre testimonianze artistiche dell'antica chiesa risalgono al XVII secolo, e sono una pala dipinta da Giovanni Battista Bissoni (allievo del Varotari) raffigurante San Rocco e un crocifisso ligneo di autore ignoto.

Per chi lo desidera c’è la possibilità di una visita al santuario.

Dopo un breve tratto di strada asfaltata fino al primo tornante, dove il sentiero inizia finalmente la sua discesa sulla sinistra, dove il bosco presenta caratteristiche non comuni, con un vecchio ceduo di castagno arricchito di specie rare quali il tiglio, il faggio e la betulla, autentici relitti vegetazionali che in questo luogo fresco e umido hanno trovato una nicchia protetta durante le variazioni climatiche delle ultime glaciazioni.

Si giunge in fine ad un incrocio che da una parte, verso sinistra, riporta rapidamente all'inizio del sentiero, mentre dall'altra, a destra, permette l'accesso a Via San Giorgio, che si collega al sentiero Rovolon - Sella Fiorine a quota 347.
Qui è prevista la pausa pranzo. Si pranzerà alla Baita Passo delle Fiorine dove è previsto un menù concordato tipico del posto con: bis di primi, grigliata mista con polenta, contorni di stagione, bevande e caffè per la cifra di 21,00 €. Devo confermare il numero esatto dei partecipanti dal Giovedì precedente.
Per chi non volesse pranzare in Baita, nella zona ci sono panchine, tavoli e tutto il necessario per pranzo al sacco.
Per chi volesse chiudere qui l’escursione un comodo sentiero che parte sulla sinistra della Baita riporta Rovolon al punto di partenza.

2° Parte Monte Grande
Sentiero n° 14 della cartografia del parco dei Colli Euganei (in parte)
Si prende la mulattiera sul lato sinistro della piana, che passa per il Parco Avventura e che viene usata dai forestali e dai manutentori del radar meteorologico che si trova sulla sommità del monte Grande.
Si sale tranquillamente coprendo circa 120 m di dislivello e si raggiunge la cima per poi scendere proseguendo il percorso sulla stessa via.
In questo tratto e per tutto il percorso sulla mulattiera bisogna fare molta attenzione ai Bikers molto presenti sia in salita che in discesa.
Si prosegue tranquillamente in discesa fino a raggiungere il penultimo dei 14 tornanti di questa mulattiera e a questo punto si devia sul lato sinistro inoltrandoci su un sentiero che tra bosco e prato ci porterà al punto di partenza dove abbiamo lasciato le macchine.
Anche se si tratta di un’escursione sui colli Euganei ed essere erroneamente definita “non impegnativa” non bisogna sottovalutarla. A parte l’abbigliamento invernale +/- pesante e questo dipende dal periodo e dalle temperature, bisogna assolutamente essere attrezzati con scarponi idonei ad escursioni su roccia e visto il luogo decisamente umido (sottobosco), anche abbastanza scivolosa, evitate le scarpe da tennis.

Grafica percorso 

Album 2021-22

Album 2020-21

Album 2019-20

Album 2018-19

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