default_mobilelogo
No result...

Data:

4 ottobre 2015 - Escursione rinviata a domenica 11 ottobre (condizioni meteorologiche permettendo). Confermata per l'11 ottobre

Ortigara 

Dislivello:

450 mt. - Durata: 4 ore e mezza   

Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze sul Brenta ore 7.20 - partenza ore 7.30                                                                                                        

Capogita:

Giovanni Baggio (cell. 380.5337392) e Claudio Ceccato (cell. 329.4156925)  

Partenza escursione: ore 9,30 circa

Pranzo al sacco

Si parte dal Piazzale Lozze, che si raggiunge partendo da Gallio, salendo per 10 Km lungo la Valle di Campomulo sino all'omonima malga, dopo altri 6 km si passa per Malga Mandrielle, dopo altri 2 km al bivio per Malga Fossetta e infine dopo altri 4 km. si giunge al Piazzale Lozze (1805 m).
Lasciate le auto, si prende verso nord il sentiero n.841 per Cima della Caldiera. È una strada sterrata che si riduce progressivamente sino a diventare una mulattiera, dapprima costeggia con alcuni tornanti la Cima della Campanella fin quasi a lambirne la sommità, quindi attraversa in costa il fianco orientale di Cima della Caldiera (numerosi resti di magazzini italiani usati durante la Grande Guerra) sino a raggiungere il filo di cresta dopo aver lasciato a destra il segnavia n. 842, che porterebbe ai Castelloni di San Marco.
Guadagnata la cresta sommitale di Cima della Caldiera, orientata in senso nord-sud rispetto alla sua estremità settentrionale, incontriamo la postazione di guerra chiamata “Osservatorio Torino” (2109 m, 1.30 ore), eccezionale belvedere a picco sulla Valsugana e con un vastissimo panorama sui monti del Trentino,e in particolare sulla Catena dei Lagorai e sulla Cima d'Asta.
Dalla cima si scende ora, sempre seguendo il sentiero n. 841, nel vasto avvallamento sottostante il lato ovest, detto Pozzo della Scala. ln questo luogo nel giugno del 1917 veniva ammassato il grosso delle truppe italiane prima di sferrare gli attacchi alle postazioni austriache dell'Ortigara, essendo protetto sul lato occidentale da un costone calante dal Monte Campanaro (la prosecuzione verso ovest di Cima Caldiera) che lo riparava dal tiro avversario.
Oltrepassato il Pozzo della Scala e lasciati alle spalle due cimiteri di guerra e le ex postazioni italiane, il percorso (sempre n. 841) conduce in discesa verso ovest, nel vasto vallone compreso fra il contrafforte sudoccidentale del Campanaro e lo scabro versante orientale dell'Ortigara.
I segnavia (ora n. 840) risalgono il vallone detto dell'Agnelizza e, dopo aver tagliato in costa le pendici orientali dell'Ortigara, portano a quota 2007, cioè al Passo dell'Agnella; vi sono qui alcune postazioni militari tenute a prezzo di gravi sacrifici dai nostri alpini nei giorni più cruenti di quel giugno 1917. Da qui sarebbe possibile salire direttamente all'Ortigara in meno di un quarto d'ora lungo la cresta nordorientale, passando per la Caverna Biancardi, ma è molto più suggestivo l'aggiramento del monte da nord.
Una traccia che parte dalle postazioni del Passo dell'Agnella e corre lungo il piede delle rocce settentrionali dell'Ortigara consente infatti di aggirare l'intera montagna e di sbucare presso la sella situata fra l'Ortigara e il Monte Castelnovo risalendo un vallone per una traccia sulle ghiaie, ben battuta ma non segnalata. Dalla sella si prosegue poi per cresta attraversando quelle che erano le linee di retroguardia austro-ungariche e, sempre tenendosi sull"orlo dei dirupi ma su buona traccia, si guadagna la cima settentrionale del1'Ortigara (2086 m, 1.30 ore), dove troviamo il Cippo austriaco. Questo è il punto più panoramico, da qui si gode una vista eccezionale sul Trentino e sulla sottostante Valsugana, ma si vede in aggiunta una maggiore porzione della parte più elevata dell'Altopiano di Asiago.
Dalla quota 2101 si raggiunge poi, 100 metri più a sud, la vetta vera e propria dell'Ortigara (quota 2106, cippo italiano) per poi scendere, sempre verso sud, in direzione del vallone dell'Agnella per il sentiero contrassegnato dal segnavia n. 840, seguendo il Costone dei Ponari e superando la lunga linea di trincea austriaca denominata “Opera Mecenseffy”.
Lungo il tracciato principale, sempre n. 840, si raggiungono i resti del Baito Ortigara e poi, dopo un lungo saliscendi verso Sud-Est fra lastroni carsici e fitte mugaie, si arriva alla chiesetta
del Lozze (Ossario) e quindi al Piazzale Lozze (1.30 ore).

Si raccomandano:- Pila, scarponi da trekking, scorta di acqua , giacca a vento e copricapo.

 

Album 2017-18

Album 2016-17

Album 2015-16

Album 2014-15

Su questo sito usiamo cookie . Navigando accetti! Ok