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Data:

Domenica 3 maggio 2015 

Biv Stalder 

Dislivello:

500 mt. - Durata: 4 ore e mezza  

Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze sul Brenta ore 7.50 - Partenza ore 8.00                                                                                                        

Capogita:

Domenico Gasparotto  

 

Percorso in auto per raggiungere il punto di partenza dell’escursione: Belvedere di Tezze – Asiago (sosta colazione) - Camporovere – strada per M. Interrotto.


L'escursione parte dalla strada che si inerpica sul fianco di Monte Interrotto, a pochi tornanti dal forte omonimo (dove comincia la strada bianca – ore 9,30) e a circa 1300 m. di quota. Da qui si prosegue fino al forte (m. 1.392), salendo lungo un sentiero che taglia gli ultimi tornanti e arriva al piazzale, dove termina la strada aperta al traffico. Il forte, che in realtà era una ex caserma italiana, costruita alla fine del 1800, è oggi in fase di restauro. Da qui proseguiamo per la strada sterrata che entra decisa in un fitto e buio bosco di conifere che in poco meno di un'ora porta, in lieve salita, fino ai cimiteri austro-ungarici di Monte Mosciagh 1 e 2 (m. 1.486). La strada prosegue decisa verso nord e dopo poche centinaia di metri, ad un incrocio, la abbandoniamo per deviare lungo un sentiero che, salendo verso nord, costeggia le ripide pendici di Val Galmarara. Il sentiero si fa a tratti poco marcato e scosceso, fino ad arrivare ad un bivio, dove giriamo a destra (con un tornante) per un sentiero che ci porta sulla dorsale sommitale di Monte Zebio (m. 1.819), dove si interseca il sentiero (segnavia 832) che attraversa tutto il monte nella sua lunghezza fino a Casara Zebio Pastorile, nei pressi della quale consumeremo il pranzo al sacco. Tutta questa parte è caratterizzata, oltre che dai segni della Grande Guerra, anche da interessanti fenomeni carsici, che si manifestano con vistose voragini che si aprono nel terreno. Da qui poi, se il tempo lo permette, si può godere di un vasto panorama, che spazia dal Carega al Pasubio, fino ai Lagorai ed oltre.
Ripartiamo, seguendo il sentiero in discesa, verso Malga Zebio, Crocetta di Zebio, fino alla mina dello Scalabron. Quest'area fu teatro di durissimi e sanguinosi scontri nel giugno del 1917, fino alla disfatta di Caporetto, quando le truppe italiane si ritirarono sulla linea delle Melette - Col D'Ecchele.
La mina dello Scalambron si raggiunge su comodo sentiero CAI e dopo una rapida visita al cippo commemorativo (m. 1.677), ci dirigiamo giù verso il bivacco Stalder (m. 1.600 circa) e l'ex cimitero, da poco ristrutturato. Dal bivacco il sentiero (segnavia n. 833) scende il fianco ovest della montagna e, tra numerose tracce di postazioni, ricoveri e trincee ci porta in circa 20' all'ex cimitero Mosciah 3 e poi per comoda carrareccia immersa in un fitto bosco ai cimiteri Mosciah 1 e 2. Da qui riprendiamo la via di andata che ci porta alle macchine.

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