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Data: 28 agosto 2011
Dislivello: 530 mt. di salita e discesa - complessive 3.45 ore
Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze sul Brenta ore 7.20 - partenza ore 7.30

Birreria ai Trenti - Pove del Grappa ore 7.45

Capogita: Luciano Magrin

La Cavallazza (con le sue due cime) rappresenta, unitamente alla Tognazza, l’ultima elevazione del gruppo dei Lagorai verso est. Cima sassosa, povera di vegetazione che si protende sul passo Rolle e la conca di San Martino di Castrozza. Zona di confine durante la Grande Guerra evidenzia ancora i segni delle battaglie.

Partendo da Belvedere alle 7.30 e fermandosi per la colazione al Bar Fontane (uscita prima galleria dopo Ponte Serra) si stima l’arrivo a P.so Rolle verso le 9.30.

L’escursione comincia da Passo Rolle (m. 1.980) dove, seguendo la strada sterrata, si raggiunge la Caserma Sass Maor e da lì si prende a destra la pista da sci che sale sulla destra il Monte Tognazza. Quando la pista inizia a scendere sulla destra, la si attraversa, in direzione sud, seguendo l’indicazione di un primo ometto. Ora il percorso diventa più facile, sia nella pendenza che nell’individuazione, ma bisogna sempre prestare attenzione, magari distratti dalla visione dell’incombente Cimon della Pala, a non perdere la via indicata unicamente dagli ometti. Il sentiero scende all’insellatura che divide la Tognazza dalla Cavallazza Piccola dove ci sono tre laghetti azzurrissimi. Si prosegue lasciando sulla destra la prima elevazione della Cavallazza e traversando sotto una strapiombante parete di rocce nere si raggiunge la forcelletta sotto la vetta principale della Cavallazza Piccola. A questo punto, aiutati da qualche metro di cordino metallico, vale la pena salire sulla cima (m. 2.310 – h. 1.30 dalla partenza) traforata da caverne utilizzate durante la Grande Guerra come postazioni di artiglieria (dalle feritoie bellissimi gli scorci sulla Marmolada ed il Catinaccio).
Dalla cima si scende alla sottostante Forcella Cavallazza (m. 2.226) ammirando più in basso l’azzurro del Lago Cavallazza (che si poteva vedere anche dalle sopracitate postazioni di guerra). Il sentiero taglia sul versante nord, ma vale invece la pena salire su un sentierino a sinistra per raggiungere la cima principale della Cavallazza (m. 2.324 – h. 0.30 dalla Cavallazza Piccola). Da lì la vista spazia dalle Pale di San Martino, al Colbricon, al Latemar. al Catinaccio, alle Bocche e alla Marmolada. Dietro alle Bocche si intravvede il Sassolungo e nelle belle giornale la vista (sulla destra della Marmolada) raggiunge le Tofane. Sulla vetta si trova una povera croce in ferro, e noi accanto ad essa potremmo consumare il nostro pranzo al sacco.
Dalla cima si scende per riprendere il sentiero già abbandonato e lo si segue, per pendii sassosi lungo un costone in parte esposto, ma senza problemi, per raggiungere i due laghi di Colbricon con l’omonimo laghetto (h. 0.45 dalla Cima Cavallazza. Nel caso non si fosse pranzato nella cima questo è un secondo ottimo posto per la sosta). Dal rifugio si prende il sentiero 14-348 (finalmente qualcosa di ben segnato) che porta a Malga Rolle; ma all’altezza della stazione degli impianti sciistici vale la pena di prendere a destra e risalire la pista di sci e raggiungere così le auto che avevamo lasciato a Passo Rolle (h. 1.00 dal Rif. Colbricon).

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