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Data:

3 giugno 2011

(sostituisce la Lunga Via delle Dolomiti da Cimabanche a Calalzo

in bicicletta, annullata per impossibilità tecniche)

 

Dislivello: 36 km. in bicicletta
Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze sul Brenta ore 8.45 - partenza ore 9.00

Stazione ferroviaria di Schio ore 10.15 (parcheggi nelle vicinanze)

Capogita: Eva Nardulli e Claudio Ceccato

Il tratto è misto, asfalto e sterrato (non adatto alle bici da corsa ) quasi tutto pianeggiante salvo qualche piccola salita breve; si richiede bici in buono stato con camera d’aria di scorta.
Pranzo al sacco in area attrezzata – c’è la possibilità di mangiare ad Arsiero presso la vecchia stazione ferroviaria (bar – ristorante)

 

Nel tratto finale, pur nella sua brevità, meno di 10 km. (sola andata), questo percorso ciclo-pedonale è un vero gioiellino. “Vacamora” prende il nome dal termine popolare con cui veniva chiamato il vecchio trenino a vapore che si arrampicava sbuffando dalla pianura vicentina fin sull’Altopiano di Asiago; più in generale il termine andò ad identificare i treni a vapore, alcuni dotati di cremagliera.

Un po' di storia:
Una curiosità che potrebbe spiegare un appellativo così singolare come “vaca mora” viene raccontata da Chiericato e Gasparella nel loro libro1: nel secondo dopoguerra, era consuetudine che i mariti facoltosi mandassero le consorti in villeggiatura ad Asiago per trascorrere le famose settimane bianche. I mariti, impegnati nel loro lavoro, rimanevano però a casa, così “affidavano” le loro gentili signore ai maestri di sci perché imparassero questa attività di svago. Quando i sabati successivi i mariti salivano in treno all’Altopiano per riportare a casa le mogli, qualche ferroviere burlone si inventò di porre una traversina in ferro sul fumaiolo della locomotiva; in questo modo il fumo, uscendo, si biforcava a mò di corna…

La pista è ricavata sul sedime della ex ferrovia Rocchette-Arsiero, tratta della rete ferroviaria Torrebelvicino, Schio, Thiene, Rocchette (a far da snodo), Arsiero e (successivamete) Asiago, costruzione del 1885, a scartamento ridotto poi convertita a scartamento standard, ampliata nel 1910 verso Asiago con la tratta del 'Costo' a cremagliera e scartamento ridotto e rifatta la tratta di Arsiero nel 1933 a scartamento standard ed infine dismessa nel 1964.

La Schio-Rocchette (1885 e dismessa nel 1949) lunga Km. 10,5, dopo aver lasciato la stazione di Schio e fiancheggiato per un breve tratto la ferrovia per Vicenza, con una gran curva voltava verso Santa Trinità dove vi era una fermata. La strada ferrata proseguiva parallelamente a quella provinciale, separate solo da una fila di paracarri in pietra. Attraversato il ponte in ferro in località Timonchio era posta la stazione di Santorso e poi si proseguiva fino a Rocchette dove si trovavano altri due opifici Rossi.

• La Rocchette-Arsiero (1885, lievemente modificata nel tracciato nel 1933 per evitare gli incroci con la viabilità stradale, dismessa nel 1949), lunga Km. 7,7 nella sua ultima variante, fiancheggiava la strada pedemontana con alcuni tratti in galleria. In prossimità di Posina la ferrovia transitava su un ponte a tre arcate lungo 40 metri sul torrente omonimo per poi costeggiarlo fino ad arrivare alla stazione di Arsiero, dove Alessandro Rossi nel 1878 aveva fondato la Cartiera, industria legata anche alla produzione del tabacco della Val del Brenta perchè forniva le carte fini utilizzate per la fabbricazione delle sigarette.

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E' una passeggiata adatta a tutti, parecchio 'trafficata' da ciclisti, runners, walkers, mamme con passeggini, specie i sabati e le domeniche primaverili ed estive. Il percorso è ideale anche per il nordic walking.

Numerosi gli spunti d'interesse: le 'misteriose' gallerie, i ponti arditi, le vedute sui vecchi stabilimenti 'archeologia industriale', la suggestiva Rocca di Meda (o Eremo di Meda, detta il Cappello del Doge), la chiesetta di San Giorgio, le viuzze di Arsiero, la ex stazione di Velo-Seghe ora bar/ristorante adatto alla sosta cicloturistica.

Naturalmente, a farla da padrone, è il pregevole paesaggio sulla Valdastico, davvero irriconoscibile rispetto a quanto si vede lungo le trafficate strade asfaltate. Una piacevole sorpresa dove le brutture scompaiono magicamente per lasciar posto a bellissime campagne coltivate e a vedute sul Cimone di Tonezza, sul Cengio, sul Paù, e sul gruppo Priaforà-Novegno-Summano, ancora integre e naturalisticamente incontaminate.

Giunti a Arsiero, dove dalla fine della pista ciclabile (stazione corriere) si può salire alla piazza evitando la strada principale percorrendo le viuzze più verso il torrente Posina (vedute sugli stabilimenti).

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