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Data: 22 maggio 2011
Dislivello: 850 mt. - salita 3 ore e discesa 3 ore
Ritrovo : Piazzale Belvedere di Tezze sul Brenta ore 7.00 - partenza ore 7.10
Capogita: Giovanni Baggio

Sentiero n. 435: interessante sentiero militare che, dalla località Cerbaro porta al passo di Campedello e alla vetta del monte Priaforà procedendo abbastanza linearmente e toccando aree vegetative di carattere diverso.
La notorietà del monte Priaforà deriva da memorabili fatti bellici che interessarono questa cima, prima perduta per una "svista" italiana poi ripresa a seguito della "sconfitta" degli attaccanti imperiali. Nel giugno del '16, infatti, pur possedendo la vetta gli austriaci non riuscirono a scacciare i difensori del vicino monte Giove, del Passo di Campedello e delle altre cime del massiccio del Novegno. Ma il monte è anche noto fin dalla notte dei tempi per quella sua finestra naturale che si scorge bene anche da lontano e che dà il suggestivo nome al monte. Salendo per esempio lungo i tornanti del Costo di Asiago, se vi concederete una sosta, in caso di buona visibilità e specialmente la sera quando il sole fa penetrare i suoi raggi nel gran foro della roccia, vedrete distintamente in direzione ovest poco a sinistra della sommità del monte, in corrispondenza della selletta la sorprendente finestra naturale.

Percorso automobilistico: da Belvedere per la nuova Gasparona fino a Thiene e quindi a Santorso dove si devia per la strada del Tretto; si prosegue per S. Ulderico e Bosco di Tretto per poi deviare a sinistra verso s. Caterina fino al parcheggio di Cerbaro (q. mt. 909).

Il percorso inizia dal parcheggio in località Cerbaro (q. mt. 909): all’inizio della carrozzabile per Casara Vecchia si punta in direzione Nord. Dopo Casara Vecchia (ore 0,30) si lascia sulla sinistra il bivio del sentiero 433 e si continua sulla carrozzabile fino al primo tornante che si incontra. Di qui si prende la facile mulattiera che, procedendo in prevalente direzione Nord, porta, attraverso alcuni tornanti prima, e poi linearmente dentro un denso bosco ceduo, ai pascoli di Passo Campedello (m. 1437, ore 1,50), che separa il gruppo vero e proprio del Novegno dai rilievi di Monte Giove e del Monte Priaforà.
Poco prima di giungere al monumento in memoria dei caduti nella battaglia del giugno 1916 che sorge sul Passo, si raggiunge in breve, tagliando il pendio a destra, la mulattiera che ha portato sul passo i sentieri 444 e 445.
Anche questa mulattiera fa dei lavori eseguiti nel 1916-17 per trasformare il Monte Priaforà in una struttura fortificata durante la prima guerra mondiale. La si percorre per poco più di un chilometro in direzione Nord, fin quasi sotto la cima del Priaforà. All’altezza del foro (non ancora visibile) si abbandona la mulattiera (che porta ad un’ampia e importante cannoniera italiana in galleria del 1917) e si sale a destra per un ripido, faticoso tracciato, raggiungendo la vistosa apertura naturale che dà il nome al monte.
Dal foro la visione spazia su Arsiero e la Val d’Astico, il Monte Cengio e l’Altopiano dei Sette Comuni.
Di qui, riprendendo a procedere a sinistra senza aver oltrepassato il foro, in breve, dopo aver superato a destra la deviazione del sentiero 466, si è sulla cima del Monte Priaforà dominata da un’alta croce in traliccio (m 1659, ore 2,50).

Ritorno: dalla vetta per lo stesso percorso si torna al Passo Campedello (m 1437) e si sale quindi per il sentiero 455 fino alla Malga Campedello (m 1509) dove è prevista la lunga sosta per il pranzo (qualora non si sia già provveduto sulla vetta del Monte Priaforà). Dalla Malga con breve salita si giunge alla Busa Novegno (m 1537) per poi deviare a sinistra sul sentiero 433 per comoda mulattiera fino a Casara Vecchia, (si possono evitare gli ultimi tornanti seguendo il sentiero) e quindi al parcheggio di Cerbaro.

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