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Data: 19 luglio 2009
Dislivello: salita 390 mt - discesa 1.060 mt.
durata h. 4.30
Ritrovo : Piazzale di Belvedere di Tezze sul Brenta - ore 6.50
Capogita: Luciano Magrin

 

 
 
 
La partenza per l’escursione è fissata per le ore 10.00 dal piazzale della funivia del Ciampac ad Alba di Canazei (Alba si raggiunge da Belvedere via Caerano di S. Marco, Busche, Sedico, Agordo – dove si farà colazione, Caprile e Passo Fedaia).
Con la funivia si superano agevolmente in pochi minuti i 670 mt. che ci separano dalla conca alpestre del Ciampac, posta ai piedi del roccioso massiccio del Colac.
Dal piazzale della stazione a monte della funivia (m. 2.170) si scende leggermente per poi risalire – per il sv. 644 - lungo i prati della conca fino al bivio di quota 2.182. Deviando a sinistra per il sv. 613 - si scende al ruscello per risalire nel prato di fronte, fino al ripido pendio detritico e roccioso. Il sentiero dapprima risale traversando verso sud sotto le rocce portandosi nella conca alpestre sovrastante e poi prosegue verso est su tracciato in tornanti fino alla sella denominata Forcia Neigra (m. 2.509 – ca. 1 h. dalla funivia).
L’itinerario prosegue in discesa tagliando a mezza costa il ripidissimo versante orientale della Croda Neigra; qualche breve tratto è attrezzato con cavo metallico. Si oltrepassa quindi lo stretto intaglio compreso fra il corpo principale del monte e una guglia di scurissima roccia vulcanica (Torre Dantone) per giungere in vista dell’amena zona prativa del passo di San Nicolò. Passando alti sopra il Ciamp de Mez si cammina alla base del Sass Bianch finchè si raggiunge, con percorso panoramico, la cresta rocciosa dei Varòs, visibilmente forata da numerose caverne di guerra. Si scavalca ora una selletta (sella dei Varòs) e, lungo una dolce cresta erbosa su cui fiorisce la genziana punteggiata, si giunge in breve tempo al passo di San Nicolò, dove si trova l’omonimo rifugio (m. 2.340 – ca. 1 h. dalla Forcia Neigra). Sul passo incombe la cuspide calcarea del Col Ombèrt.
Dopo un lauto pranzo, presso il rifugio o al sacco, si inizia la lunga discesa per ritornare alla stazione a valle della funivia del Ciampac.
Dapprima in saliscendi e poi in discesa – seguendo il sv. 608 - si attraversano i pascoli ad est del rifugio fino a raggiungere il fondo di un valloncello dove si supera il torrente. Si prosegue sul pendio sulla destra del canalone fino a raggiungere il limite del bosco. Il sentiero passa altri due torrenti (passerelle) e raggiunge la terrazza prativa del Campo di Selva ai piedi del Mont de Lèite dove sorge il Rif. Contrin (m. 2.016 – ca. 1 h. dal Passo San Nicolò).
L’itinerario prosegue ora per la strada di servizio del rifugio – sv. 602 - che percorre l’ampia ed accogliente vallata, fiancheggiata da boschi e dominata dalle alte cime rocciose del Vernèl e dell’Ombretta. Si passa accanto alla Baita Cianci ed in circa 1 h. si raggiunge il rif. Locia Contrin (m. 1.736).
Da questo, anziché proseguire per la strada di servizio (ripida e sassosa), prendiamo il sentiero a sinistra che si inoltra nel bosco, supera con un ponticello una valletta ed infine sbuca su una carreggiabile non transitabile. Poco oltre i piloni della funivia un sentierino a destra permette poi di scendere ad Alba, dove il mattino eravamo saliti in funivia (staz. a valle m. 1.500 – ca. 30 minuti dal rif. Locia Contrin).

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