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Data: 14 marzo 2010
Dislivello: 350 mt.
Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze ore 8,20 - partenza ore 8,30

Rotonda Caerano di San Marco ore 9,15

Capogita: Claudio Ceccato

Per arrivare a Cison di Valmarino indicativamente ci vogliono 1 ora e mezza, sono circa 65 Km.

Ore 10.15 Partenza dal parcheggio di CastelBrando, noto albergo della zona, dove lasceremo le auto.

Per il pranzo:
Vi sono due alternative, quindi massima libertà:
al sacco lungo il torrente Rujo, dove c’é un’area a disposizione o nella vicina “Baita alle grotte” (già sperimentata di persona, si consiglia la grigliata veramente unica).
Per chi vuole sedersi al tavolo della “Baita alle Grotte”, ci fanno un menu’ composto di antipasto e grigliata mista e contorni, dolce, vino, acqua e caffè a circa 25,00 €, devo naturalmente dare telefonicamente il numero delle persone, per cui devo avere indicazioni entro Giovedi o venerdi 11/03/2010 in serata.
Il pranzo, dato che il locale si trova sulla via del ritorno a circa una ventina di minuti dalle auto é fissato indicativamente verso le 13,30 14,00;

17.00 – 17,30: Partenza per il rientro:
è prevista la partenza indicativamente verso le ore 17,00 – 17,30.

L'ESCURSIONE:

Da Cison di Valmarino seguendo il corso del Rujo fino al cimitero delle Penne Mozze e successivamente alla cascatella denominata “Pissol” e ritorno.

Si parte dal parcheggio sotto Castelbrando, attraversiamo il paese di Cison fino ad arrivare in corrispondenza del torrente “Rujio” che oltrepassiamo sullo scenografico ponte che si vede nella foto sopra, quindi seguiamo il suo corso in leggera salita; in passato le sue acque sono state incanalate per azionare dei mulini per la follatura della lana e delle segherie a Cison.
Rimangono ancora i segni della canaletta di presa denominata “Rujiea”, che prendeva l'acqua del torrente e la portava verso i mulini, il corso della canaletta aveva una pendenza meno pronunciata rispetto il Rujo, solo in corrispondenza delle pale del mulino il salto era notevole.
Il percorso é molto suggestivo, si susseguono scorci panoramici e la costante presenza dell'acqua, incontriamo anche una serie di allestimenti artistici,

che introduce un ulteriore interessante elemento al percorso, degna di nota anche la presenza di un maestoso faggio, con le radici esposte sul declivio.
Dopo circa un'ora o poco più, in leggera salita giungiamo all'area denominata “Bosco delle Penne Mozze”, un vero e proprio tempio della memoria, un sacrario, ma non di freddo marmo né di bronzo, ma di piante, ogni pianta ricorda un caduto alpino della marca Trevigiana; una piccola stele con un nome, il luogo di nascita, il reggimento d’appartenenza, data e luogo della morte.
Dopo la visita proseguiamo sempre in salita leggera e seguendo l'acqua fino ad arrivare alla cascatella detta del Pissol, da qui seguendo un percorso ad anello ritorniamo fino al Bosco delle Penne Mozze e da qui, per lo stesso percorso dell'andata, torniamo indietro fino a dove ci aspetta il pranzo, da li poi al parcheggio e alla fine della nostra gita.

Se ci sarà la volontà visto che siamo nelle vicinanze propongo una visita al “Molinetto della Croda” (della serie a noi il Mulino Bianco ci fa un baffo).

 

 

 

 

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