Data:

Domenica 22 marzo 2026 

M. Ceva 

Dislivello:

300 mt. - Durata: 4 ore + soste - Lunghezza: 10 km. ca.  

Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze ore 7.15 - Partenza ore 7.20

Battaglia Terme, Area Sosta Camper, Spazio Fiore ore 8.20 

Inizio escursione ore 9.00 

Referente:

Diego Lanaro (cel. 346.7628238) 

Per chi arriva da Belvedere il percorso più breve è di 55 min. e prevede la statale Valsugana, tangenziali Ovest e poi Sud di Padova (seguire le indicazioni per Bologna) fino ad imboccare l’autostrada A13 al casello di Padova Sud in direzione Bologna oppure seguire la SS 16 Battaglia fino a Battaglia Terme.
Uscita a Terme Euganee che dista pochi minuti dal parcheggio del ritrovo (ce ne sono due, uno di fronte all’altro)
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Motivo di questa escursione è la salita al bellissimo belvedere del monte Ceva, da dove si può ammirare uno dei più bei panorami dei Colli Euganei.
Il sentiero dal parco ex Cava Monte Croce al monte Ceva, percorrendo tutto il giro del 'Ferro di Cavallo', è uno dei più bei sentieri euganei.

L'appellativo 'Ferro di Cavallo' è dovuto alla caratteristica forma di questa piccola dorsale collinare, culminante al monte Ceva (m.255), la più orientale dei Colli Euganei, quasi totalmente isolata tranne che per l'ombelico del passo di Turri.
Il Ferro di Cavallo è formato dai rilievi gobbosi del monte Croce, a ridosso di Battaglia Terme e interessato da una grande cava ora rinaturalizzata in parco naturalistico molto interessante per gli aspetti geologici, dal monte Spinefrasse, boscoso e selvaggio, dal monte Ceva, davvero particolarissimo per la sua geologia, ed infine dal monte Nuovo e Catajo che si protendono fino al piano a ridosso del monumentale Castello del Catajo.
Molto particolare e interessante la geologia di questo gruppo collinare di origine vulcanica.
Ancor più particolare e incredibile l'aspetto floreale.
Basti immaginare che convivono, sgomitando a pochi metri di distanza, piante sub-tropicali e piante sub-artiche con numerosi endemismi, anche rarissimi, di queste due inconciliabili tipologie. Vi sono gli infestanti Fichi d'India, gli incredibili Fichi d'India nani (rarissimi altrove) e felci e fiori dei climi boreali.

Su tutto prevale il paesaggio, grandioso e aperto, ci si rende perfettamente conto di come gli Euganei siano delle isole (quasi tropicali) in un mare di terra, ora fin troppo antropizzato.
In giornate terse si possono vedere in lontananza la laguna Veneta, gli Appennini Romagnoli, una vasta fetta delle Prealpi Venete. Sotto i piedi, specie verso nord, il brulicare di case e strade come Montegrotto Terme, Abano Terme e Padova. Particolare anche la vista sul resto delle 'gobbe' Euganee, una vista 'privilegiata' quasi esterna eppur intima. Caratteristica la Rocca di Monselice, imponente la grassa mole del Venda.
Molto suggestive possono essere le giornate invernali, quando la pianura è interessata da basse nebbie mentre le alture emergono come isolotti inondate di sole.

Da quassù (si fa per dire...) si possono apprezzare in pieno i colori 'forti' delle terre Euganee, prevale il nero del terreno mischiato di torba e sabbie vulcaniche oppure rocce vulcaniche scure quasi nere e sopra il verde smeraldino e rigoglioso della vegetazione, intensissimo specie a primavera.
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Salita al monte Ceva dal parco ex Cava Monte Croce e anello del Ferro di Cavallo


Partiamo dall'ingresso al Parco ex Cava monte Croce, a Battaglia Terme vicino alla rotonda delle Terme Galzignano (dalla parte opposta rispetto alla 'strada Battaglia' Padova-Monselice, indicazioni Galzignano). Vi è un piccolo parcheggio per poche auto (altri parcheggi nelle vicinanze), un posto sosta per camper (sbarra, solo a richiesta) e un piccolo chiosco con panchine e tavoli aperto nel periodo estivo dove, per chi volesse, ho prenotato il pranzo.

Risaliamo il sentiero verso sinistra dove troviamo un terrazzo panoramico dove vedere tutto il percorso del "Ferro di Cavallo" che andremo a percorrere e che chiude al Castello del Catajo da qui ben visibile.
Poco oltre il grande cartello didattico dell'Ente Parco e una panchina, sulla sinistra troviamo il sentiero che sale rapidamente alla sella tra il monte Croce e il monte Spinefrasse.
Dalla sella monte Croce-Spinefrasse inizia la fatica, una lunga rampa a tratti molto ripida diritta sulla dorsale del colle. Fortunatamente la dura salita si risolve velocemente in un paio di centinaia di metri di dislivello e il tratto meno simpatico dell'escursione è alle spalle, durata della salita circa 20 min.
Il colmo dello Spinefrasse è una gobba boscosa indistinta e poco dopo si scendono un paio di risalti fino alla depressione tra lo Spinefrasse e la cresta finale del monte Ceva.
Dopo un po' di salita troviamo il bivio con il sentiero che sale da Turri e siamo già alle rocciose ripidissime articolazioni finali della cima, con la sua grande croce di ferro (m.255).

Il panorama è aperto e a 360 gradi, davvero stupendo, probabilmente il più ampio dei Colli Euganei.
La cima è rocciosa di lave scure e vi sono numerose colonie di Fichi d'India, abbastanza infestanti.
Proseguiamo ancora lungamente sulla più larga dorsale del monte Novo, sempre boscosa, proprio sopra la linea ferroviaria e la galleria, infine giungiamo ad una sella dove troviamo un antico rudere di una torre, probabile avamposto a difesa della proprietà del Castello del Catajo.

A questo punto le scelte sono due.
1) Scendiamo per la sassosa mulattiera di sinistra e in breve ci troviamo sopra l'imbocco della galleria ferroviaria e subito dopo giungiamo alla stradina che svolge tutto il fondo della valletta, percorso anche escursionistico e per mountain bike noto come "Sentiero del Ferro di Cavallo".
Verso destra percorriamo tutta la stradina pianeggiante, proprio a ridosso del terreno in parte paludoso e torboso. Un paio di chilometri davvero rilassanti ma anonimi e siamo nuovamente alla ex Cava monte Croce.
2) Noi, invece, seguiremo il sentiero a destra così detto “a mezzacosta” che tenendosi un po' sotto la cresta e passando tra i versanti infestati dai fichi d’India ci farà arrivare alla sella dello Spinefrasse.
A parte il primo tratto di salita impegnativa, il percorso non presenta particolari problematiche se non la sua lunghezza. Bisogna tenere conto di circa 4 ore per effettuarlo tranquillamente, altrimenti per abbreviarlo, basta scendere con la scelta 1 descritta qui sopra.
Per quanto riguarda il pranzo inizialmente avevo previsto il pranzo al sacco ma poi sono venuto a sapere che il gestore del bar dell’area camping nella zona della partenza e quindi alla fine dell’escursione prepara grigliate su prenotazione e in questo caso deve sapere il numero di persone previste entro la domenica precedente quindi entro il 15 Febbraio.
Indicativamente per pollo alla griglia (1/2 a testa) e contorno (patatine fritte) l’anno scorso chiedeva 15,00 € e quest’anno vorrebbe mantenere questo prezzo. Volendo aggiungere anche le costine si aumenta un po' ma non oltre i 20,00 €.
Invierò un WhatsApp tramite il gruppo con le coordinate del parcheggio e per farmi sapere chi vuole aderire al pranzo.

 

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