|
Data: |
Domenica 26 marzo 2017 |
|
|
Gita culturale: |
Il sito da visitare verrà deciso in sede nella riunione di Giovedì 23 marzo |
|
|
Ritrovo : |
Da definire in base al luogo che verrà deciso di visitare |
|
|
Capogita: |
Bertilla Salomoni (cell. 389.7805036) |
Elenchiamo di seguito alcuni siti in zona che è possibile visitare nel corso della Giornata FAI 2017. La destinazione verrà decisa nella riunione in sede di Giovedì 23 marzo 2017.
TREVISO
Monte di Pietà
![]() |
![]() |
Il palazzo del Monte di Pietà, sotto il profilo artistico, è uno dei più interessanti di Treviso e, contemporaneamente, uno dei meno conosciuti. Vero gioiello è la Cappella dei Rettori piccolo ambiente risalente al cinquecento molto bel conservato e riccamente decorato da cuoi decorati (XVII sec.), notevole il soffitto a travicelli dipinti ad intreccio e le sei storie e parabole, che richiamano il tema della carità ai bisognosi e sono considerate il capolavoro del pittore fiammingo Ludovico Toeput detto il Pozzoserrato. Nella parete absidale di fondo è rappresentato ad affresco il miracolo della "Moltiplicazione dei pani e dei pesci" attribuito a L. Fiumicelli.
Chiesa Santa Lucia

La Chiesa di Santa Lucia, suggestivo scrigno d'arte e di storia della fine del XIV secolo, mantiene ancora oggi l'aspetto simile quasi a una "cappella palatina" per le sue contenute dimensioni e per la sua decorazione pittorica. Sulla parete destra al centro si trova la Madonna del Pavegio (farfalla), in origine collocata sopra l'altare del 1350 c.a, con il bambino in braccio che segue il volo di una farfalla, ai lati angeli di Tomaso da Modena. Le volte delle tre campate di fondo della chiesa, così pure le pareti, sono affrescate con raffigurazioni di storie di santi del XIV secolo. La chiesa fu ingrandita nel 1389 e riconsacrata il 13 dicembre (S. Lucia).
Villa Valier Loredan a Carbonera

La Villa, ora di proprietà dei Perocco di Meduna, è meravigliosamente conservata, bianca e luminosa, in uno scenario verde e lussureggiante. Si compone di un corpo centrale affiancato da due barchesse con porticato perfettamente simmetrico. La facciata ha al centro quattro colonne ioniche al primo piano sovrastate da un timpano con foro centrale. All'interno conserva un importante salone affrescato da Gerolamo Brusaferro. L'artista, nato a Venezia nel 1679, fu allievo di Nicolò Bambini. Il salone presenta una decorazione ispirata a episodi leggendari della storia romana, inquadrati in fastose architetture illusionistiche
SAN STINO DI LIVENZA (TREVISO)
Villa Correr Agazzi

Da oltre 400 anni, questa antica dimora di campagna appartenente ad una famiglia della classe agiata, si pone al centro dello svolgersi di vicende affascinanti, rese intriganti dal forte legame esistente tra Villa e il territorio ove fu edificata. Spettatrice silenziosa di avvenimenti che ebbero come protagonisti le Grandi Famiglie che ne furono proprietarie, intersecati, a loro volta, con episodi della semplice ed a volte difficile vita delle comunità locali, la Villa oggi è vivida testimonianza di un passato di impresa e di fasti che racchiudono un patrimonio di tradizione storica ed artistica del tutto singolare.
Bosco Bandiziol e Pressacon

I boschi di Bandiziol e Prassaccon rappresentano la foresta planiziale più estesa del Veneto Orientale, con una superficie di quasi centoventi ettari di terreno piantato ad alberi tra il '94 e il '97, grazie a un progetto del Comune di San Stino di Livenza. Si tratta di uno dei più grossi esempi di rimboschimenti effettuati nella Pianura Padana; di notevole importanza dal punto di vista turistico e naturalistico, questa zona è un esempio caratteristico della vegetazione del bosco di pianura. Diverse specie di alberi convivono nei boschi di Bandiziol e Prassaccon, offrendo in tutte le stagioni la possibilità di ammirare una flora rigogliosa e variegata.
Villa Migotto

Villa Migotto rappresenta il classico esempio di villa cinquecentesca, caratterizzata da una tipica pianta a veneziana con salone centrale al piano nobile, illuminato da una trifora con balcone centrale e cinque monofore addossate che si contrappongono alle finestrelle quadrate del piano granario. Tutte le finestre del piano nobile sono archivoltate e la cornice del tetto è a modiglioni. La villa si affaccia sull'antica ansa di Corbolone del fiume Livenza attraverso il quale era possibile raggiungere il porto antico di Caorle e Venezia.
L'ansa fu eliminata nel corso dell'Ottocento con la rettifica del corso del fiume e trasformata nel canale Malgher.
Chiesa di San Marco Evangelista
![]() |
![]() |
La Chiesa di San Marco Evangelista è uno scrigno ricco di preziose opere artistiche incastonata in una maestosa ed affascinante riviera. L'attuale complesso religioso risale agli inizi del '500 periodo in cui si profila un particolare interesse da parte delle famiglie nobili veneziane, proprietarie di terreni in quelle località, a costruire residenze grazie alla felice posizione offerta dal Livenza. La chiesa presenta una pianta a forma rettangolare absidata e sul lato sinistro si apre la Cappella dell'Annunciata; all'esterno l'edificio è sobrio, ma elegante con i mattoni a faccia vista e un portone impreziosito nella parte superiore da un rosone e su i due lati da due archetti ciechi.
VENEZIA
Villa Bisacco Palazzi a Chirignago

Villa Bisacco-Palazzi, o meglio "Centro don Orione", in Via Miranese al centro di Chirignago, probabilmente del XVII secolo, non può essere ignorata per la sua maestosa complessità, con la barchessa adiacente dalle armoniose proporzioni, circondata da un esteso parco e un giardino all'italiana con vere da pozzo e statue. All'interno, nel salone a piano terra, si apre un ciclo di affreschi con scene che possono essere avvicinate a Giandomenico Tiepolo, sebbene della metà dell'Ottocento. Sono opera giovanile di Luigi Da Rios, un pittore quasi sconosciuto al grande pubblico ma non certo agli specialisti della pittura veneta dell'800 e riscoperto dopo la mostra del 2013 a Vittorio Veneto.
Chiesa di Sant'Andrea della Zirada

Alle spalle dei parcheggi automobilistici di Piazzale Roma, pochi conoscono la chiesa di Sant'Andrea de la Zirada.
La struttura eretta nella seconda metà del XV secolo al posto dell'antico oratorio per le monache agostiniane del vicino monastero. Molte sono le analogie con le chiese veneziane dello stesso periodo, come San Giovanni in Bragora, Sant' Alvise, Sant' Aponal, San Giovanni e Paolo, Frari, Madonna dell'Orto. All'interno conserva un raro esempio di barco, o coro pensile. L'altare maggiore con la Trasfigurazione sul monte Tabor, risalente al 1679 è attribuito allo scultore belga Giusto Le Court. Restaurata e restituita al culto nel 2016, è tuttora raramente accessibile.
Palazzo Morosini Gattenburg (solo per iscritti F.A.I.)

Palazzo Morosini, in campo Santo Stefano, ora proprietà di Generali S.p.A., nasce dall'unione di più edifici, tra fine Seicento e primi Settecento. Nel 1628 entra a far parte del patrimonio Morosini. In questa casa crebbe Francesco, detto il Peloponnesiaco, Doge di Venezia dal 1688, fautore della riconquista della Morea. Della decorazione originaria restano molti pregevoli stucchi della fine del Cinquecento e primi Seicento, il ciclo mitologico della Sala d'armi e gli affreschi eseguiti per il secondo matrimonio di Francesco con Paulina Mocenigo nel 1688. Nel 1884, alla morte dell'ultima erede, il Comune di Venezia acquistò l'archivio familiare e alcuni cimeli, oggi al Museo Correr.
Scuola Grande della Misericordia

Alla fine del sec XV, ritenendo insufficiente la precedente, il progetto della Scuola Nuova fu affidato a Jacopo Sansovino che ne iniziò la costruzione, rimasta incompleta nel rivestimento delle facciate, visti i costi elevatissimi della realizzazione. Il salone al pian terreno è diviso in tre navate; la sala del Capitolo fu realizzata negli anni '80 del '500 ed ospitava opere, oggi perdute, di Veronese, Padovanino, Tintoretto. Nel 1589 gli arredi sacri vennero trasportati nella nuova sede. Dopo la soppressione napoleonica delle Scuole nel sec.XIX, la scuola fu adibita a vari usi. Oggi è proprietà privata e un recente e grandioso restauro la restituisce alla città e al pubblico.
CIVEZZANO (TRENTO)
Castel Telvana (Municipio)

Castel Telvana domina il paese di Civezzano. L'edificio, di impianto medievale ma più volte rimaneggiato, è ora sede comunale. Forse poco noto per gli aspetti artistici, per alcuni secoli il castello fu dimora della potente famiglia Thun; ha un salone decorato con affreschi rinascimentali a grottesche e ritratti entro tondi, vicini allo stile di Marcello Fogolino e ad opere eseguite a Trento e nel Castello del Buonconsiglio intorno al 1530. Conserva inoltre arredi antichi e una piccola quadreria.
Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta
![]() |
![]() |
Il monumento più insigne di Civezzano è la chiesa pievana di Santa Maria Assunta, magnifico edificio gotico-rinascimentale ultimato nel 1538. Nata come chiesa-santuario per volere del principe vescovo di Trento e cardinale Bernardo Cles (1485-1539) essa conserva, oltre a un importante ciclo di tele di Jacopo e Francesco Bassano (ca. 1576), affreschi del 1538 in parte di Marcello Fogolino e altri di un pittore forse veronese della metà del Cinquecento; inoltre sontuose argenterie di manifattura tedesca, rare vetrate di gusto tirolese del Cinquecento e un organo Bonatti di inizio Settecento. La chiesa è un perfetto esempio di quello che è stato definito lo stile del "Rinascimento Clesiano".
Chiesa di San Sabino
![]() |
![]() |
Assieme a Civezzano, altra località oggetto delle Giornate FAI è il piccolo paese di Seregnano, interessante centro d'arte, che per strada campestre, la più diretta, dista una mezz'ora di cammino da Civezzano. Potrà essere eccezionalmente visitata la chiesa di San Sabino che rientra nell'agglomerato edilizio del Castello. Normalmente chiusa per ragioni di sicurezza, essa ha una semplice facciata a due spioventi con frontone triangolare. La parte absidale (più antica) è riccamente ornata da stucchi e affreschi del Seicento. Documentata già nel XIII secolo, la chiesa fu ricostruita nella prima metà del XVI sec. contemporaneamente alla fabbrica del Castello ed ampliata nel secolo successivo.
Il parco del castello

Assieme a Civezzano, altra località oggetto delle Giornate FAI di Primavera 2017 è il piccolo paese di Seregnano, interessante centro d'arte, che per strada campestre, la più diretta, dista una mezz'ora di cammino da Civezzano ed è in bella posizione in collina. Potrà essere eccezionalmente visitato grazie al FAI il parco del Castello, già dei Roccabruna, poi passato a Simone Guarienti nel XVI sec. e dal 1836 proprietà dei conti Consolati che curarono l'allestimento del giardino secondo il gusto ottocentesco dell'epoca. Ricco di centinaia di piante provenienti da ogni parte del mondo, il parco fu curato da Ambrogio Casati degli I.R. Giardini della Villa di Monza.
La vecchia canonica
Assieme a Civezzano, altra località oggetto delle Giornate FAI di Primavera 2017 è il piccolo paese di Seregnano, interessante centro d'arte, che per strada campestre, la più diretta, dista una mezz'ora di cammino da Civezzano ed è in bella posizione in collina, in vista della piana di Pergine con il suo castello. Potrà essere eccezionalmente visitata grazie al FAI la Vecchia Canonica, che all'interno conserva raffinati affreschi rinascimentali del principio del Cinquecento restaurati e recentemente attribuiti a pittori importanti come Francesco Verla e Marcello Fogolino e che sarà aperta per l'occasione.
SESTO AL REGHENA (PORDENONE)
Abbazia di Santa Maria in Silvis
![]() |
![]() |
L'abbazia di Santa Maria in Silvis è sicuramente il monumento storico e artistico più importante di Sesto al Reghena. Venne fondata verso la metà dell'VIII secolo da tre fratelli e principi longobardi, Erfo, Anto e Marco, provenienti da Cividale del Friuli. Nel corso della storia è stata sede di abati molto influenti, divenuti in seguito patriarchi, cardinali e pontefici. La sua importanza è tutt'ora evidenziata dai beni artistici di indiscusso valore custoditi al suo interno: il Ciclo Giottesco del 1316, l'Urna di Santa Anastasia, la Vesperbild (Pietà di gusto salisburghese) ed il bassorilievo dell'Annunciazione.
Cancelleria (Palazzo comunis)

Frontalmente all'abbazia si erge il palazzo cosiddetto della "Cancelleria", ma esso è stato invece palazzo comunale (o del borgo), ovvero il polo politico di Sesto al Reghena nel medioevo. Al suo interno vi era la sala consigliare, che fungeva anche da tribunale, questo il motivo della presenza delle carceri nel lato nord, attestata da un atto del 1393. Nel corso del XX secolo il palazzo è stata sede dell'asilo parrocchiale e per questa ragione abbiamo ben poche prove artistiche e storiche al suo interno; ma l'abate Don Giancarlo Stival ha voluto dar lustro al palazzo, commissionando, nel 2015, i ritratti degli abati sestensi all'artista albanese Kreshnik Dumi, ora qui esposti.
Antico borgo e torre medioevale

Appena fuori dalla prime mura, che proteggevano l'abbazia, sorgeva un borgo fatto di avvocati, notai, medici, artigiani, ciabattini, donne e bambini. Ora questo é il centro storico di Sesto al Reghena, dove si possono ammirare palazzo Burovich e il suo giardino all'italiana, le botteghe d'eccellenza e scorci di un tempo sospeso. Durante le Giornate FAI di Primavera verrà aperta eccezionalmente la torre medievale delle seconde mura del borgo, una struttura difensiva fondamentale per la vita medievale, che ospiterà un ex-tempore dell'artista friulano Paolo Battistutta.
Municipio (Palatium abbatis)

L'edificio, ora sede del Municipio, era in origine il palazzo personale dell'abate, che si appartava così dal resto del capitolo. La facciata ovest si presenta con una linearità rinascimentale che ha fatto pensare ad un possibile restauro attorno al XVI secolo; forse, secondo alcuni, ad opera di Andrea Palladio, amico dell'abate di Sesto Giovanni Grimani. Al suo interno troviamo degli affreschi di tema cavalleresco, databili intorno alla prima metà del XIII secolo, che rappresentano arcieri, guerrieri e fiere. Scene che non ci aspetteremo di trovare nell'abitazione di un chierico.
Percorso naturalistico attraverso i prati sul fiume Reghena

Sulla sinistra del fiume Reghena, questa decina di ettari di prati e campi divisi lungo i fossati da filari di olmi, farnie, aceri, gelsi, carpini, è frutto delle sistemazioni agrarie avvenute tra '700 e ' 800. Con la sua complessa vegetazione arbustiva costituita da noccioli, biancospini, cornioli, rose selvatiche, prugnoli e siepi d'acero offre uno ricco habitat a uccelli, scoiattoli e, talora, volpi. L'attraversa un sentiero, che permette di immergersi in questo splendido ambiente naturale e di coglierne tutta la ricchezza.
Villa Zanardini Fabris Fancello
La villa sorge poco fuori dalle mura del borgo e rappresenta un interessante esempio di villa veneta nel territorio del pordenonese. Trova le sue origini verso la fine del XVIII secolo ad opera degli Zanardini, ricca famiglia che aveva accumulato beni e territori tra Venezia e la bassa friulana. Il complesso è formato dalla villa, tripartita, con la parte centrale sovrastata da un ampio timpano con statue, le due barchesse laterali (XIX secolo, di gusto neoclassico) e il giardino con statue, tra le aree verdi. All'interno alcune stanze sono ancora riccamente affrescate con scene mitologiche e un tripudio di putti e fiori.








