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Data:

Domenica 1 dicembre 2019 

San cassiano 

Dislivello:

270 mt. il mattino e 150 mt. il pomeriggio - Durata: rispettivamente 3 ore e 1.30 - Lunghezza: rispettivamente 6 km. e 2    

Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze sul Brenta ore 8.00 - Partenza ore 8.15 

Referente:

Stelvio Andreatta (cel. 339.1125325) e Mariangela Cattapan (cel. 328.9445919) 

Difficoltà: Salita breve e ripida, con tratti che possono diventare scivolosi se bagnati; il percorso rimanente si svolge spesso in aree umide, che richiedono attenzione anche se non presentano rischi reali.

Itinerario per raggiungere Lumignano: Belvedere – SR 53 –Vicenza Riviera Berica (direz. Noventa Vic.na) – dopo Longare, a dx per Via Chiesa Nuova in direz. COSTOZZA - alla chiesa di Costozza di nuovo a dx per Lumignano.
Parcheggio: Lumignano Piazza Mazzaretto (a ridosso della rotatoria di fronte alla Chiesa parrocchiale). 

Colazione: Alle 9.10 l’ Osteria ai Lumi aprirà anticipatamente per noi. 

Inizio Camminata: Mattino Ore 9:45 Pomeriggio Ore 14:15.

Pranzo: Ore 12:45 circa presso Osteria ai Lumi: Primo (Ravioli con burrata), Secondo (soppressa di Longare e formaggi di Posina), acqua, vino, caffè al prezzo concordato di 20 euro. Prenotazione entro giovedì 28.11.19

ITINERARIO DEL MATTINO

L’itinerario proposto parte dalla piazza principale di Lumignano, località dei Colli Berici nota per i bisi (piselli – anche i bisi di Borso hanno origine da quelli di Lumignano), oltre che per l’arrampicata con la sua palestra di roccia.Parcheggiata l’auto nella piazza del paese, di fronte alla chiesa (da notare una bella fontana con antico lavatoio) ci si dirige verso ovest, a sinistra fronte Chiesa, lungo via Villa. Subito a destra si incontra l’antica Chiesa di San Maiolo, di fondazione benedettina e già parrocchiale dal XIII secolo, ora in stato di abbandono da quando è stata eretta la nuova Chiesa. Proseguendo lungo via Villa, che poi diventa via Rialto, si giunge, costeggiando lo scaranto Scandolaro che anticamente alimentava 2 mulini, alla contrada Molini o Sengio dei Mulini (0.15), dove si trovano alcuni sassi voluminosi precipitati qualche migliaio di anni fa dalle pareti sovrastanti e in apparente bilico tra le case (foto 1). Giunti ad un bivio (tabelle), si prende a destra (segnavia 2-3), e dove termina la via asfaltata si attraversa lo scaranto e si inizia a salire su una traccia ben evidente e ripida, che si inerpica nel bosco con diversi tornanti, percorrendo il fianco sinistro della Val Vajarole. Si giunge così al Bisarello (0.45), grande terrazzamento una volta interamente coltivato a piselli, ora parzialmente a vigneto. Proseguendo sulla traccia, che passa sopra la falesia sede di una frequentata palestra di roccia, si perviene in breve alla Croce (foto 2) che dà il nome al Monte della Croce, 243 m (1.00). Composta di soli due elementi incastrati tra loro, alta 5 metri, venne eretta nel 1882, e dopo un anno sostituita perché danneggiata da un fulmine. Da qui si può godere del panorama che spazia da Lumignano alle basse colline di Montegalda, ai Colli Euganei e alla pianura circostante.

Sengio mulini monte della croce

Proseguendo, poco dopo si giunge a un bivio: a destra il sentiero 2 conduce ripidamente e rapidamente al parcheggio. Noi prendiamo a sinistra il sentiero 3, che torna a inoltrarsi nel bosco, e di quando in quando fa spazio ad alcune radure, in falsopiano o lieve discesa; trascuriamo le deviazioni per mantenerci sulla pista principale. Attraverso la Strada Vicinale di Ca’ Godi che confluisce su strada asfaltata, si raggiunge così Ca’ Vescovana (1.30).

Lasciata Ca’ Vescovana, a quota 255 m, la traccia riprende subito sulla destra per la strada campestre del Finestale (qui indicata col n. 4). Seguendola, si attraversa prima una radura e poi un tratto boscoso dove la strada si riduce a sentiero e giunge al Campolungo, appezzamento incolto; scendendo la destra idrografica della Valle di San Rocco, si raggiunge la confluenza di alcune vallecole (quota 190 -2.00). Si passa sul versante opposto e per brevi tratti si cammina sul fondovalle, sfiorando degli antri naturali. Dopo poco si giunge presso il cartello “Speleo Park”, accesso alla Voragine dei Tre Oci (2.20), attrezzate per la visita con una scaletta metallica. Si raggiunge quindi lo sbocco della Val Cumana, passando accanto ad alcuni massi enormi caduti non si sa quando dalla Sengia Alta: tra questi il grosso macigno Marocca Ciclopik. Dopo pochi minuti a sinistra si incontra una deviazione in salita che conduce alla Grotta del Brojon, chiusa da un cancello: scavi al suo interno hanno permesso il ritrovamento di reperti della cultura di Neanderthal (2.30). Si attraversa così tutta la Costiera del Monte Brojon, con panorama sulla scogliera di San Cassiano, sull’ eremo omonimo e sulla sottostante contrada Vallà. 

Si mantiene la traccia principale, che gradualmente scende fino a giungere ad una piccola incisione su cui si notano le tracce delle Fontanelle, luogo dove in passato si raccoglieva l’acqua filtrante dalle fratture delle rocce. Da qui, per un tratto campestre si esce su Via Brojo raggiungendo infine il capitello all’ incrocio con Via Campanonta; svoltando a destra per strada asfaltata si raggiunge il parcheggio (3.00)

DOPO IL PRANZO

Il punto di partenza è ovviamente Lumignano. Dirigendoci verso nord-est, incontriamo la segnaletica che indica l’inizio del sentiero n. 3.
Saliamo dolcemente e ci immergiamo subito in una ricca vegetazione, che distoglie la mente dalla pianura urbanizzata che si trova a poca distanza da noi.
Troviamo subito il bivio con il sentiero n. 2 (che scende dalla sommità del Monte alla Croce) e a seguire la deviazione per il primo sito interessante: il Covolo del Prussiano, ovvero una cavità ricavata nella roccia calcarea, il cui nome deriva dall'uso della stessa da parte di un reduce tedesco della Seconda Guerra Mondiale.
A breve distanza ecco i successivi luoghi di interesse: La Fonte e il Covolo Copacan. La prima è una tipica sorgente di ambiente carsico, con le relative opere di captazione. Il secondo risulta essere una cavità senza una precisa collocazione storica.
Ma ecco la deviazione per l’Eremo di San Cassiano, (0.30) il luogo forse più suggestivo di questa escursione. Si tratta di un piccolo edificio con annesso l’oratorio, incastonato in un covolo naturale che si trova lungo una cengia. La strapiombante parete rocciosa ospita altre cavità, tra cui un caratteristico covolo dipinto.
Dopo la visita, il ritorno si effettua sullo stesso percorso dell’andata, in 20 minuti circa.

 

 

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